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Per una persona su due l'IA è un'arma per i cybercriminali

Per una persona su due l'IA è un'arma per i cybercriminali

Esperti: campagne più sofisticate con l'intelligenza artificiale

MILANO, 25 gennaio 2024, 10:41

Redazione ANSA

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La cifra annua spesa per rispondere alle violazioni di sicurezza informatica ha superato i 5 milioni di dollari. Un dato che le piattaforme di intelligenza artificiale al servizio dei cybercriminali potrebbe aumentare ulteriormente. Lo dice la nuova edizione del report "Cybernomics 101" dell'azienda specializza Barracuda. Stando alle rilevazioni, il 50% di circa 2.000 professionisti pensa che l'IA sia già una sorta di arma nelle mani degli hacker, che la sfruttano per creare campagne più sofisticate. Non a caso, nel corso del 2023 il 71% dei rispondenti ha subito un attacco di tipo ransomware, con il 61% che ha pagato un riscatto per riavere indietro i propri dati. Nello studio sono presenti anche alcuni consigli da mettere in pratica per riconoscere le minacce, mitigarle e reagire nel modo più efficace. Tra queste vi è l'adozione di un approccio alla sicurezza basato su una piattaforma piuttosto che su un insieme di singoli strumenti o soluzioni di sicurezza eterogenee; l'implementazione di diritti di accesso privilegiato per garantire che i dati sensibili siano unicamente a disposizione delle persone autorizzate e la creazione (e la regolare verifica) di un piano di risposta agli incidenti di cybersicurezza. "La ricerca Cybernomics 101 evidenzia la dura realtà delle violazioni dei dati, ma sottolinea anche che le aziende non sono impotenti" ha sottolineato Fleming Shi, manager di Barracuda. "Il monitoraggio proattivo e il rilevamento degli attacchi sono fondamentali per prevenire la progressione verso conseguenze ancora più gravi, come il ransomware. Iniziando già oggi a prepararsi a tali eventualità, le aziende possono ridurre in modo significativo l'impatto e il costo degli incidenti".
   

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