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A Milano la 'folle' Parigi di Brassaï con 200 stampe d'epoca

A Milano la 'folle' Parigi di Brassaï con 200 stampe d'epoca

A Palazzo Reale omaggio al fotografo che raccontò la città

MILANO, 22 febbraio 2024, 11:33

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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La Parigi degli anni '20, il periodo folle della Ville Lumière, con la sua vita notturna, le sue prostitute, ma anche i grandi quartieri operai, gli artisti e i monumenti iconici. A raccontarla con i suoi scatti unici è il fotografo Brassaï, pseudonimo di Gyula Halász, ungherese poi naturalizzato francese che è considerato l'occhio di Parigi.
    E si intitola proprio così infatti la mostra che Milano gli dedica a Palazzo Reale.
    Dal 23 febbraio al 2 giugno dove si potranno ammirare circa 200 scatti, che sono stampe d'epoca quindi sviluppate direttamente dal maestro, grazie alla collaborazione con l'Estate Brassaï Succession. La retrospettiva è curata da Philippe Ribeyrolles, studioso e nipote del fotografo che detiene un'inestimabile collezione di stampe e un'estesa documentazione relativa al suo lavoro di artista.
    Le fotografie dedicate alla vita della capitale francese - dalla vita degli operai ai grandi monumenti simbolo, dalla moda ai ritratti degli amici artisti, fino ai graffiti e alla vita notturna - sono oggi immagini iconiche. "Esporre oggi Brassaï significa - afferma Philippe Ribeyrolles, curatore della mostra - rivisitare quest'opera meravigliosa in ogni senso, fare il punto sulla diversità dei soggetti affrontati, mescolando approcci artistici e documentaristici. Significa immergersi nell'atmosfera di Montparnasse, dove tra le due guerre si incontravano numerosi artisti e scrittori, molti dei quali provenienti dall'Europa dell'Est".
    Brassaï era un ragazzo del 1899 ed era nato il 9 settembre quindi, per questa strana ricorrenza del numero 9 nella sua vita, la mostra di Milano è divisa in 9 sezioni. Il fotografo è stato tra i primi, in grado di catturare l'atmosfera notturna della Parigi dell'epoca e il suo popolo: lavoratori, prostitute, clochard, artisti, girovaghi solitari. Il tutto con l'abilità di raccontare senza giudicare. Interessante anche il suo approccio ai murales parigini, la sua esplorazione dei muri di Parigi e dei loro innumerevoli graffiti testimonia il legame di Brassaï con le arti marginali e l'art brut di Jean Dubuffet.
   

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