Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Torino Film Festival, vince l'ucraino 'La Palisiada'

Torino Film Festival, vince l'ucraino 'La Palisiada'

Opera prima di Sotnychenko. è ambientata nell'Ucraina del 1996

TORINO, 02 dicembre 2023, 17:32

Redazione ANSA

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

- RIPRODUZIONE RISERVATA
- RIPRODUZIONE RISERVATA

La 41/a edizione del Torino Film Festival è stata vinta dal regista ucraino Philip Sotnychenko, con 'La Palisiada', "un film complesso - si legge nella motivazione del premio - di grande libertà registica nella costruzione delle scene che, concatenandosi, trovano il loro senso autonomo".
    Il film di Sotnychenko, tra i registi ucraini emergenti, già incoronato miglior film al Festival di Vilnius nel marzo di quest'anno, è ambientato nell'Ucraina del 1996, pochi mesi prima che il paese, diventato indipendente, firmasse il Protocollo n.6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, abolendo la pena di morte. Il film girato con uno stile molto personale, giocato tra documentario e funzione, e con attori professionisti e non, racconta dell'omicidio a sangue freddo di un colonello della polizia e delle relative indagini di uno psichiatra forense e di un investigatore le cui storie umane si intrecciano con la storia del loro paese.
    Il film diventa così uno spaccato della vita e della sottocultura giovanile ucraina e anche una condanna del colonialismo imperiale incombente. La scena finale della sparatoria è stata girata in una prigione di Bucha, una città diventata negli ultimi tempi simbolo della violenza e della devastazione legata alla guerra con la Russia.
    "Un film fuori dagli schemi - commenta il direttore del Tff, Stefano Della Casa - duro, strano, secco, che dimostra una perfetta padronanza della cinepresa e dei tempi filmici. Spero venga distribuito anche in Italia".
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza