Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Regista di Navalny, docu premio Oscar 2023 "Putin è il mandante"

Regista di Navalny, docu premio Oscar 2023 "Putin è il mandante"

Sul Nove il film, sul palco 1 anno fa con Yulia Navalnaya

ROMA, 17 febbraio 2024, 19:20

Redazione ANSA

ANSACheck

© ANSA/EPA

© ANSA/EPA
© ANSA/EPA

Per il regista canadese Daniel Roher che ha raccontato Alexei Navalny, in un documentario vincitore dell'Oscar nel 2023 (stasera su Nove, in seconda serata, a mezzanotte) "Putin è responsabile della sua morte. Questo è chiaro", ha detto a Deadline. "Non credo che sappiamo ancora i dettagli di come e questo tipo di domande, ma per me è ovvio chi è il responsabile. Col tempo conosceremo i dettagli" della morte di Navalny, ha proseguito Roher. "Una cosa su cui puoi contare è che i servizi di sicurezza russi sono completamente inetti e idioti, come abbiamo visto nel documentario. E quindi prima o poi scopriremo i dettagli. E prima o poi Putin otterrà ciò che gli spetta in questa vita o nella prossima. E spero che ciò accada prima o poi." In uno dei momenti più emozionanti della cerimonia degli Oscar lo scorso 11 marzo, Roher e i produttori del film hanno ritirato l'Oscar insieme alla moglie di Navalny, Yulia Navalnaya e ai due figli della coppia. Dopo aver dedicato il premio a Navalny e a "tutti i prigionieri politici del mondo", Roher aveva invitato Yulia a parlare. "Mio marito è in prigione solo per aver detto la verità. Mio marito è in prigione solo per aver difeso la democrazia", disse. "Alexei, sto sognando il giorno in cui sarai libero e il nostro Paese sarà libero. Sii forte."
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza