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Rubati anche gli aiuti, la benzina a 50 euro al litro 

Rubati anche gli aiuti, la benzina a 50 euro al litro 

08 gennaio 2024, 19:36

Sami al-Ajrami

ANSACheck

Sfollati a Gaza - RIPRODUZIONE RISERVATA

Sfollati a Gaza -     RIPRODUZIONE RISERVATA
Sfollati a Gaza - RIPRODUZIONE RISERVATA

A Rafah, all'estremità sud di Gaza dove sono ammassati oltre un milione di sfollati, alla paura dei bombardamenti aerei si aggiunge adesso anche quella delle violenze e dell'anarchia. "E' stata come un'operazione militare", dice uno degli sfollati riferendosi al saccheggio nella tendopoli della Mezzaluna Rossa palestinese, sulla costa di Moassi, a ovest di Rafah. "I camion sono arrivati nel cuore della notte, due giorni fa. Ne sono scesi uomini armati che hanno portato via tutto quello che hanno trovato". Armi in pugno hanno smontato e caricato 420 tende, tutti i generatori elettrici e rubato anche il carburante dai camion egiziani che erano sul posto. Di giorno l'accampamento - che doveva ospitare parte delle migliaia di sfollati - era protetto da guardiani e da agenti della polizia palestinese. Ma di notte era rimasto incustodito. "Dietro di loro i rapinatori hanno lasciato il vuoto. Questa è anarchia". La penuria di aiuti umanitari crea situazioni di conflitto. L'ingresso di camion verso Gaza - che in tempi passati erano 500 al giorno - è del tutto insufficiente rispetto alle necessità della popolazione, che aumentano man mano che i civili sono costretti ad abbandonare le proprie case. Domenica dal valico sono transitati solo 80 camion, oggi 140. Ancora troppo pochi e nei mercati di Rafah i prezzi dei generi alimentari sono saliti alle stelle. Sul web si moltiplicano le accuse alle autorità, si denunciano gravi irregolarità nella distribuzione degli aiuti e anche appropriazioni illecite. Accuse rilanciate per lo più da palestinesi originari di Gaza che adesso risiedono all'estero. Il ministero dell'Economia ha avvertito che il malumore popolare rischia di dilagare in ogni momento e da qualche giorno impone prezzi contenuti per la vendita di alcuni prodotti base nelle reti dei supermercati, come farina, olio di semi e caffè solubile. Ma per altre esigenze occorre sapersi arrangiare. Il diesel, che adesso entra nella Striscia con i convogli degli aiuti umanitari, viene rivenduto al mercato nero al prezzo di 30 shekel al litro (7,5 euro). Ma per acquistare la benzina - di cui da settimane c'è una penuria assoluta - la procedura è molto più complessa. "Innanzi tutto - spiega un abitante di Rafah che preferisce rimanere anonimo - ho dovuto spargere la voce fra conoscenti. Dietro le quinte è stata verificata la mia identità. Infine ho ricevuto un messaggio che mi indirizzava a un magazzino del rione a-Salam. Lì mi è stato detto che il prezzo era ormai salito da 120 shekel (30 euro) a 180 shekel (45 euro) al litro. 'Prendere o lasciare. La consegna è gratuita'". Dopo il pagamento "in strada è comparsa all'improvviso una motocicletta con una persona che ha deposto una tanica piena sul marciapiede e si è dileguata''. Oggi intanto, vicino all'area occupata dagli sfollati a Moassi, una jeep è stata centrata da un razzo e tre passeggeri sono rimasti uccisi. Un genere di attacco che accresce il senso di totale impotenza degli abitanti e che va ad aggiungersi agli altri mali che li affliggono: l'anarchia, la borsa nera e i crescenti contagi di malattie, specialmente fra i bambini.

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