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"Noi vittime dell'odio social", la denuncia degli operatori del Pronto soccorso

"Noi vittime dell'odio social", la denuncia degli operatori del Pronto soccorso

Lettera aperta alla cittadinanza: "Le notizie false incidono sul nostro lavoro"

AOSTA, 01 marzo 2024, 09:32

Redazione ANSA

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"La disinformazione diffusa su ciò che realmente accade nel Pronto soccorso, nonché gli attacchi verso di noi provenienti dagli 'haters' sui social media": è quanto denunciano gli operatori del reparto dell'ospedale regionale Parini di Aosta in una lettera aperta rivolta a "tutti, cittadini, professionisti dell'informazione, esponenti pubblici e politici".
    "Purtroppo, negli ultimi tempi, siamo stati oggetto - spiegano amministrativi, oss, infermieri e medici - di una serie di aggressioni verbali sui social media (tutte documentate). Si tratta di comportamenti inaccettabili sia da parte di chi esplicitamente denigra e insulta, sia da parte di chi, non moderando la discussione e, anzi, in qualche modo istigando all'odio, contribuisce ad alimentare disinformazione e restituisce una immagine assolutamente distorta della realtà".
    In questo senso "la diffusione di notizie non veritiere ha un impatto significativo sulla percezione pubblica del lavoro di tutti noi operatori sanitari e sul nostro morale, alimenta un clima di ostilità e interferisce con il nostro impegno quotidiano e con l'intero sistema dell'assistenza sanitaria".
    Quindi, "in un momento in cui il Servizio sanitario pubblico è in forte difficoltà in tutto il Paese, minarne attraverso azioni mirate e dolose la credibilità ci sembra sconsiderato e irresponsabile perché distrugge il rapporto di fiducia tra gli utenti/pazienti e gli operatori che se ne prendono cura e arreca un danno gravissimo che ricade su entrambi". 

   "Invitiamo tutti - scrivono gli operatori del Pronto soccorso di Aosta - cittadini, professionisti dell’informazione, esponenti pubblici e politici, a segnalare eventuali situazioni critiche in maniera utile e costruttiva, evitando strumentalizzazioni inutili e dannose al processo di continuo miglioramento dei servizi, sul piano del dialogo e del confronto ai quali siamo sempre disponibili".

   "Il fatto - spiegano - che il nostro ospedale e il nostro Pronto soccorso si trovino oggettivamente in una situazione migliore rispetto alla realtà degli ospedali italiani e in particolare dei Pronto soccorso del nostro Paese, che sono attualmente in una situazione di grande difficoltà, non ci permette di venire meno al dovere di continuo miglioramento del servizio e delle cure verso i nostri pazienti, siano essi concittadini o turisti che scelgono la nostra Regione. Lavoriamo incessantemente per garantire la massima qualità nelle cure che forniamo, e il nostro impegno è sempre rivolto prima di tutto al benessere dei pazienti".

   Infatti "in questi mesi, seppure con difficoltà, abbiamo migliorato la gestione dei pazienti in cosiddetto 'boarding', cioè in attesa di posto letto in reparto dedicato, potenziando il personale medico, infermieristico e oss specificamente dedicato a tali pazienti. Va sottolineato che, a differenza di tutti gli altri Ps, presso la nostra struttura abbiamo provveduto a recuperare, seppur limitatamente, dei letti (e non barelle) per i pazienti più fragili costretti a maggiore permanenza in Ps, fornendo loro anche assistenza di base come l’igiene e il pasto".
   

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