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Giornata internazionale del cane, i 10 falsi miti da sfatare sulla cura del cane

Giornata internazionale del cane, i 10 falsi miti da sfatare sulla cura del cane

In Italia sono 9 milioni, ecco le credenze su dieta, vaccini, abitudini

25 agosto 2023, 19:59

Redazione ANSA

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Una bambina in spiaggia abbraccia il suo cucciolo di cane foto iStock. - RIPRODUZIONE RISERVATA

Una bambina in spiaggia abbraccia il suo cucciolo di cane foto iStock. - RIPRODUZIONE RISERVATA
Una bambina in spiaggia abbraccia il suo cucciolo di cane foto iStock. - RIPRODUZIONE RISERVATA

Per molti è come un figlio, sicuramente uno di famiglia, porta gioia, felicità, compagnia, un vero alleato contro la solitudine delle persone anziane, un amico con cui crescere per i più piccoli: è il cane, cui il 26 agosto è dedicata la Giornata internazionale dl cane, ideata nel 2004 negli Stati Uniti per promuoverne l'adozione. E' presente in una famiglia su tre.
In Italia la sua popolazione è di quasi 9 milioni (fonte: Assalco Zoomark 2023). Secondo una recente ricerca condotta da Ipsos per Ca’ Zampa su un campione di italiani possessori di cani, il 46% dei proprietari lo considera come un figlio da coccolare e di cui prendersi cura, capace di riempire la loro vita (51%) e di portare gioia e serenità in casa (28%). Quasi 8 su 10 lo hanno portato con sé in vacanza (76%).
In cosa si spende maggiormente per la sua cura? Per cibo (93% ) e salute (56%). Per l’86% dei pet-owner di cani, il veterinario rimane l’influencer numero uno quando si tratta di prendere decisioni importanti riguardo il benessere del pet. Il 70% vorrebbe poter disporre di un Piano Salute annuale che comprenda visite illimitate (65%) e l’assicurazione sanitaria per la copertura delle spese (40%).

10 credenze da sfatare legate alla cura del cane

Ecco una lista di 10 credenze da sfatare legate alla cura del cane, sia sotto il profilo delle cure veterinarie, sia sotto quello dell’educazione cinofila. A stilare i dieci falsi miti sono Emmanuele Tremolada, medico veterinario Direttore Sanitario del Centro Ca’ Zampa Arese, e Paolo Bosatra, educatore cinofilo del Centro di Bergamo.

1. Cane = ossa da sgranocchiare: assumere ossa è sono sempre pericoloso; ad esempio l’osso della coscia di pollo oppure la costina, una volta masticate possono formare delle schegge taglienti o perforanti, possibile causa di lesioni e perforazioni del tratto gastroenterico. Nel caso invece di ossa più grosse, come ad esempio il ginocchio di bovino, c’è la possibilità che vengano assunte briciole d’ossa che al loro passaggio abbiano una azione lesiva sull’apparato digerente e, in caso di disidratazione della massa fecale, cementino e formino dei fecalomi difficili poi da espellere.

2. Meglio la dieta casalinga a quella industriale: il cibo industriale, ovviamente scegliendo case produttrici di qualità, è un cibo completo ed equilibrato ed è sufficiente a coprire i fabbisogni nutrizionali del cane. La dieta casalinga è più difficile da rendere equilibrata; qualora un proprietario decida comunque per questa opzione, è importante che si rivolga ad un veterinario nutrizionista.

3. Può diventare vegetariano: una dieta vegetariana è sconsigliabile perchè risulta povera di alcuni amminoacidi; qualora fosse condizione radicata del proprietario, anche in questo caso diventa fondamentale rivolgersi ad un veterinario nutrizionista

4. La femmina deve fare almeno una gravidanza ed un parto nella vita: questa convinzione che si basa sull’idea che “un parto lava l’utero” è priva di ogni fondamento; i tumori mammari sono indotti da stimoli ormonali, pertanto si consiglia la sterilizzazione precoce, senza gravidanza e, soprattutto, evitando il più possibile un alto numero di calori. A seconda dei pareri, è consigliabile la sterilizzazione prima del primo calore, oppure dopo il primo, oppure ancora entro i primi quattro.
5. Il cane che vive in casa non ha bisogno di vaccini: spesso si ritiene che se il cane esce poco, non ha contatti con altri cani e non sale sull’erba, allora non necessita di nessun tipo di profilassi; in realtà nell’ambiente, anche se è il marciapiedi, il pet può venire a contatto con virus. Si pensi anche alla leptospirosi, che è causata non da un virus, ma da un battere trasmesso anche con l’urina di soggetti infetti, tra cui per esempio i topi; se un topo urina in una pozzanghera e successivamente un cane cammina nella stessa pozzanghera, questo cane risulta essere esposto al contagio. Fino ad ora abbiamo parlato di profilassi vaccinale: esistono anche altri tipi di profilassi, come ad esempio la filaria e tutte le malattie trasmesse da vettori quali zanzare, pulci, zecche, ecc. Un cane che vive in casa uscendo poco, forse sarà meno esposto a queste malattie, ma il “rischio zero” non esiste: non possiamo essere certi che non entrino zanzare in casa o che nel seppur breve giretto non prenda una pulce o una zecca.

6. Dal veterinario? Un controllo all’anno è sufficiente: i cani hanno un’aspettativa di vita compresa tra i 14 e i 17 anni, quindi hanno un invecchiamento di 5-6 volte più rapido di quello umano, è dunque importante fare visite più ravvicinate rispetto a quelle per la salute umana, almeno 3 o 4 all’anno. Inoltre nell’arco dell’anno è opportuno eseguire un check-up un esame del sangue (es. emocromocitometrico e profilo biochimico), i test ematici per filaria e leishmania, uno o due esami delle urine ed uno o due esami delle feci.

7. Coda che scondinzola = cane felice: non sempre è così. I movimenti della coda sono diversi e ognuno comunica uno stato d'animo. se la coda si muove ampiamente (oppure rotea nel caso di alcune razze come i segugi), esprime felicità, ma se invece è portata alta e si agita veloce e con un raggio limitato, potrebbe essere che il pet in quel momento sia assertivo e anche un po' teso.

8. Se il cane si lecca il naso è perché vuole fare lo stesso con un altro cane o con l’uomo: si tratta invece di uno dei più comuni "segnali calmanti" per comunicare una situazione di disagio per la quale essere prudenti.

9. Il cucciolo che sporca in casa va punito: quello dei bisogni in casa dei cuccioli è in realtà un falso problema, va semplicemente ignorato, pulendo se possibile quando non vi vede. Punirlo può anche instillare in lui la paura di sporcare in nostra presenza, rendendo così difficile abituarlo a iniziare a fare i suoi bisogni durante la passeggiata.

10. Il cane di piccola taglia va tenuto in braccio: le sue zampette sono fatte per poggiare a terra, passeggiare, correre e giocare, e il suo nasino desidera fiutare tanto quello di un grosso segugio. Pensare che un cane preferisca stare in braccio è sbagliato. Se ben educato e socializzato fin da cucciolo saprà godersi appieno anche una bella passeggiata in campagna insieme agli altri cani di taglia più grande.

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