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In Alabama alle radici del razzismo, pellegrinaggio laico nella culla dei diritti dei neri

In Alabama alle radici del razzismo, pellegrinaggio laico nella culla dei diritti dei neri

Dal The Legacy Museum tempio sacro degli afroamericani al ghetto di Africatown

26 gennaio 2024, 20:27

testo e foto di Alessandra Magliaro

ANSACheck

Alabama sulla strada dei diritti - the Legacy Museum - Montgomery - RIPRODUZIONE RISERVATA

Alabama sulla strada dei diritti - the Legacy Museum - Montgomery -     RIPRODUZIONE RISERVATA
Alabama sulla strada dei diritti - the Legacy Museum - Montgomery - RIPRODUZIONE RISERVATA

(di Alessandra Magliaro) Niente foto, niente video, si entra e si sta in silenzio, ci si immerge in una storia dolorosa che non è affatto lontana anche se può sembrarlo. C'è tanta gente intorno, famiglie intere, non sei un visitatore qualunque, non puoi restare indifferente e se questa sensazione che ti investe subito all'ingresso poi ti resta addosso una volta uscito, allora si compie il senso di tutto questo. The Legacy Museum, il nuovo imponente museo a Montgomery, nella Alabama dove è nata la battaglia dei diritti civili e dove storicamente si è fatta la storia dello schiavismo dei neri dall'Africa e del razzismo più feroce, è il sancta santorum degli afroamericani, una mecca laica, una basilica di San Pietro dove andare almeno una volta nella vita a rendere omaggio agli avi, alle ferite, alle umiliazioni, a capire quanto dolore è servito, quanta strada si è fatta, quante vite si sono perse.
Può suonare strano nell'epoca interconnessa tenere lo smartphone in borsa o lasciare dentro la custodia la macchina fotografica, perchè ormai per noi l'immagine è tutto, ma una volta varcata la soglia sulla 400 N Court St, dopo aver visto sulla piazza i cartelloni con i volti di Martin Luther King e Rosa Parks, il respiro si blocca, lo stomaco si contrae e a prescindere dalla tua religione (da queste parti per il 50% sono battisti con chiese dai titoli assai strani) ti metti istintivamente in preghiera perchè tutto intorno ha un'aria sacra. C'è la storia dentro, non i capolavori del Louvre o della Cappella Sistina, ma quella dell'essere umano usato, strappato, rapito, seviziato. The Equal Justice Initiative, l'associazione no profit che responsabile del museo e che la tiene in cura, ha scelto questa linea per i visitatori: mettetevi ad ascoltare, fate esperienza, abbiate rispetto e uscite diversi. Tanta strada ancora c'è da fare in America e in tutto il mondo sul tema del razzismo, dei diritti umani e civili e il Legacy Museum nell'America più profonda è un punto di non ritorno, una pratica dentro se stessi che vale il viaggio quaggiù.
Ed è quello che migliaia di famiglie americane stanno facendo perchè se chiedere ad un afroamericano che origini ha è razzismo (perchè la stessa domanda difficilmente la faresti ad un americano di pelle bianca) è pure vero che la nuova consapevolezza, il black empowerment passa per scoprire da dove venivano i tuoi antenati, facendo un percorso a ritroso, analizzando il dna, rintracciando le origini. E andare in questo tempio è parte del viaggio, perchè quasi sempre il passato di famiglia è un passato di schiavitù, di sopravvivenza ai naufragi che furono causa di morte di 2 milioni di persone.
Dal 1514 al 1866 si calcolano 36mila viaggi di schiavi, presi per il 90% da Senegal, Gambia, Guinea Bissau, Sierra Leone, Ghana, Nigeria, Camerun , Angola, Congo, Gabin. Le città della costa furono luoghi di crudeltà inimmaginabili  e sofferenze degli schiavi adulti e bambini, i cui discendenti oggi ancora combattono per  uguaglianza e libertà.
Varcando la soglia di The Legacy Museum c'è scritto: "La proposta di questo museo è  arrivare ad una società in cui i figli dei nostri figli  possano un giorno vivere senza sentire il peso della schiavitù, liberi dai pregiudizi e dalle ineguaglianze di razza".
Nel 1787 Il pastore abolizionista Samuel Hopkins scrisse che il commercio di schiavi è il primo motore economico di Newport e degli altri porti costieri di questo lato di America (e non solo: per l'America del Nord il principale porto era Charleston).
Le tracce sono visibili non tanto nelle famigerate piantagioni di cotone perchè non ci sono più, quanto negli hangar dove venivano stipati, nei ghetti come AfricaTown a Mobile, dove venivano confinati a dormire (lavoravano dall'alba alle 22 di sera, qualunque persona sopra i 10, sì 10, anni di età). Piantagioni gigantesche perchè più schiavi acquistavi al mercato più terra ti veniva assegnata da coltivare, precisamente 10 acri per ogni donna, 20 per ogni uomo
'Il negro è qui e sarà qui per sempre perchè è nostra proprietà e mai sarà emancipato', si legge in una delle testimonianze arrivate fino a noi e che fanno capire perchè l'Alabama è stata la culla del razzismo, visto che la frase risale a dopo che nel 1808 fu abolita a livello internazionale la schiavitù (il Transtlantic slave trade) e a dopo il 1865, anno in cui la confederazione degli Stati del Sud perse la guerra civile e fu costretta ad abolire la schiavitù.
Il razzismo moderno cominciò in quegli anni quando per legge erano proibiti gli schiavi, erano liberi ad esempio di votare, ma nei fatti si faceva di tutto per impedire loro di essere alla pari usando con disinvoltura il 13mo emendamento su abolizione che prevedeva quell' 'eccetto come punizione di un crimine' che fu causa di umiliazioni, torture, esecuzioni oltre che inizio di tutta quella storia di pregiudizi che vedeva nei neri delinquenti incalliti (la storia di George Floyd ne è una conferma, perchè la presunzione di consapevolezza è ancora oggi 2024 un trauma black). Dal 1865 alla rivoluzione messa in moto tra metà anni '50 e metà anni '60 da Rosa Parks che si ribellò al razzismo degli autobus, alla marcia da Selma a Montgomery, ai raduni di Martin Luther King si parla di era di seconda schiavitù, con i linciaggi, le uccisioni indiscriminate, il terrore, il Ku Klux Klan. E di questa la memoria è recente, ancora bruciante, segno massimo di ingiustizia.
Il luogo della schiavitù divenne il luogo dell'attivismo dei diritti civili ed anche questo è motivo di pellegrinaggio a Montgomery: la fermata del bus dove Rosa Parks rifiutandosi di cedere il posto a un uomo bianco cambiò la storia provocando uno sciopero di ben 381 giorni diventando modello di resistenza per i diritti umani nel mondo, il luogo del primo discorso del pastore King il 5 dicembre 1955, Capital Hill dove si fermarono il 7 marzo 1965 25mila manifestanti in cammino da Selma. Fino al 2000 in Alabama erano sopportati ma vietati per legge gli amori interrazziali e attualmente in 200 anni di storia c'è il primo sindaco nero a capo del governo cittadino, nessun giudice nero in tutto lo Stato: fatti recenti che indicano la società attuale..
Se nel Legacy museum 'senti' le voci degli schiavi, i pianti dei torturati, le catene e i ceppi, gli avvisi dei negozi 'No Niggeros no jews no dogs', nel ghetto di Africatown a Mobile vedi testimoni viventi: gli anziani volontari e attivisti mostrano i resti di Clotilda, l'ultima nave di schiavi arrivata nel 1860 in piena illegalità, simbolo a perenne memoria, patrimonio dell'umanità, emersa nel 2019. Un luogo emozionante che è risultato in cima alla lista nel 2023 ed è in gara nel 2024 come miglior nuovo museo. Intorno ci vive la comunità, poco distante lo storico cimitero degli schiavi. Qui tutto è heritage, tutto è monito.

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