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Esperti, Balcani strategici ma Italia e Fvg devono fare sistema

Esperti, Balcani strategici ma Italia e Fvg devono fare sistema

Confronto a Udine con il Comitato Atlantico

UDINE, 09 febbraio 2024, 13:55

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

Nell'area strategica dei Balcani occidentali, l'Italia, per ritagliarsi uno spazio significativo dal punto di vista economico e imprenditoriale, deve fare sempre più rete e agire come sistema Paese, evitando di farsi schiacciare da competitor che stanno diventando sistemici, come Russia e Cina. E le imprese italiane e del Fvg che puntano a quest'area devono essere supportate soprattutto in termini di sicurezza del business e degli investimenti, anche alla luce dei profondi mutamenti geopolitici in atto. È il messaggio lanciato durante un incontro rivolto in particolare agli imprenditori del Nordest, svoltosi a Udine nella Camera di commercio Pordenone-Udine, organizzato dal Club Atlantico del Triveneto, per approfondire l'impatto delle nuove dinamiche geopolitiche sui Balcani.
    Relatori sono stati Marco Ferruzzi Balbi, presidente del Club Atlantico Triveneto, Fabrizio Luciolli, presidente del Comitato Atlantico Italiano e consulente senior del ministero della Difesa, e Arduino Paniccia, presidente della Scuola di guerra economica e competizione internazionale di Venezia.
    "I Balcani sono un crocevia dove arrivano instabilità provenienti da diverse direttrici, alimentate da forti interessi di rivali sistemici come Russia e Cina - ha esordito Luciolli - e di recente anche la Turchia, che non rispettando le regole dell'Ue per i diritti dei lavoratori, le libertà civili e democratiche riescono a trarre vantaggi economici stringendo alleanze con alcuni leader locali, come è avvenuto in Serbia, o come avverrà probabilmente nel Nord Macedonia il 24 maggio, e questo rischia anche di rallentare o far regredire quel processo di integrazione europea di quegli stessi Paesi". L'Italia, secondo Luciolli, "è al centro di questa dinamica e ha un interesse importante affinché i Balcani occidentali siano stabili". Anche l'Ue, ha detto l'esperto, "ha riacceso la sua attenzione verso l'area ed è stata di recente sia a Skopje, sia a Sarajevo, per rilanciare la prospettiva di una candidatura all'adesione di questi Paesi e creare un mercato regionale che possa poi integrarsi con quello europeo". Un processo finanziato con fondi ingenti, ha rimarcato, perché si parla di 6 miliardi da erogare globalmente, di cui 2 miliardi disponibili nell'immediato.
    È stato poi Ferruzzi Balbi, a illustrare gli obiettivi dell'associazione non profit, il primo dei quali è supportare le imprese sul piano della sicurezza. "Se voglio aprire uno stabilimento a Belgrado devo fare un piano per la sicurezza secondo i nostri standard - ha spiegato - e parlo di safety, ma anche di cybersecurity per i dati e di garanzie per il business.
    Noi possiamo fare per l'impresa un documento di valutazione rischio Paese da persone esperte in loco e questo è un grande vantaggio".
    Arduino Paniccia ha sottolineato che "per l'area balcanica serve una nuova strategia, prima di tutto europea. L'Ue e la Nato restano dei pilastri difensivi, ma per poter contrastare l'avanzata economica della componente filorussa e filocinese, dobbiamo noi stessi creare, partendo dal ruolo centrale di Udine, del Fvg e del Nordest, una strategia che parta dalle sinergie concrete tra imprenditori. Per affrontare una guerra economica che continuerà senza esclusione di colpi, dobbiamo riscoprire però alcune parole chiave: razionalità, alleanze, Realpolitik, assetto strategico".
   

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