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Legambiente, 'sulle case green l'Italia sia ambiziosa'

Legambiente, 'sulle case green l'Italia sia ambiziosa'

Katia Eroe.'patrimonio edilizio un colabrodo'

ROMA, 27 novembre 2023, 17:15

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"La Direttiva "Case Green" deve essere lungimirante e ambiziosa e potrebbe rappresentare un passo cruciale per l'Italia, nonostante le modifiche agli obiettivi di risparmio","è essenziale che l'Italia la recepisca e lavori per migliorarla, superando gli obiettivi minimi imposti". Ad affermarlo la responsabile Energia di Legambiente, Katiuscia Eroe ricordando che la direttiva uscirà dal prossimo Trilogo tra Commissione europea, Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea del prossimo 7 dicembre, durante il quale i paesi membri definiranno il livello di risparmio energetico totale da raggiungere entro il 2030 e il 2035.
    Sulla base di un obiettivo di risparmio energetico, che sarà definito nel corso dell'ultimo round di negoziati, ogni paese dell'UE svilupperà un piano nazionale per migliorare l'efficienza energetica di case, scuole e ospedali. In Italia, si stima che oltre il 40% del patrimonio edilizio, comprese le scuole, necessiti di miglioramenti significativi.
    "Ecobonus e Superbonus hanno evidenziato l'onere significativo che comporta intervenire sul patrimonio edilizio", sottolinea Eroe. "Per garantire un'efficace implementazione della Direttiva europea "Case Green" è cruciale fissare tre obiettivi fondamentali. Prima di tutto, è necessario incentivare interventi che mirino al miglioramento energetico, incoraggiando famiglie, progettisti e amministratori a raggiungere le classi energetiche più elevate. Il passaggio di un edificio dalla classe G, la più bassa, alla classe A, la più alta, può comportare un risparmio fino all'80% sulle bollette. Inoltre, è essenziale sostenere le riqualificazioni energetiche per le famiglie a medio e basso reddito come secondo obiettivo, rendendo gli incentivi accessibili a tutti. Infine, urgono tempi più rapidi per le riqualificazioni. Il patrimonio edilizio italiano è un colabrodo, non possiamo permetterci di attendere 50 anni per avere edifici energeticamente sostenibili." Solo poco più della metà dei 40.000 edifici scolastici in Italia ha adottato misure per ridurre i consumi energetici e il 75% di essi è classificato tra le categorie energetiche E e G, le più basse, come rivela il "XXII Rapporto nazionale sulla qualità degli edifici e dei servizi scolastici" di Legambiente. Con un'età media di 53 anni, il 42% delle scuole è stato costruito prima del 1976 e un edificio su quattro non è stato costruito per essere una scuola, ma riadattato successivamente, soprattutto in regioni come Campania, Emilia-Romagna, Umbria, Calabria, Lazio, Liguria e Puglia. Gli investimenti previsti dal PNRR, pur ingenti, sembrano ancora lontani dall'invertire questa tendenza.
    Secondo Eroe, "l'edilizia scolastica può trarre vantaggio da un insieme di cinque elementi fondamentali: l'isolamento termico degli edifici, la sostituzione degli infissi e la transizione dall'uso del gas a fonti rinnovabili per il riscaldamento e l'elettricità, attraverso l'installazione di pannelli fotovoltaici e l'impiego di pompe di calore. Utilizzare solo uno di questi elementi porterebbe solo a risultati parziali, vanificando il potenziale miglioramento. È cruciale introdurre incentivi mirati che valorizzino l'efficacia degli interventi da parte degli amministratori delle scuole pubbliche".
    Si stima che riducendo l'esposizione a umidità e muffe, l'Italia potrebbe generare guadagni diretti e indiretti superiori a 3 miliardi di euro entro il 2060. Se si considerano tutti i paesi dell'Unione Europea, il potenziale beneficio, considerando anche i costi sanitari, supererebbe i 40 miliardi.
   

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