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Tutto pronto a Campo Felice, per aprire manca solo la neve

Tutto pronto a Campo Felice, per aprire manca solo la neve

Impianti collaudati, stazione aperta ogni anno dal1970'

ROCCA DI CAMBIO, 03 dicembre 2023, 19:15

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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 Con 15 impianti, 24 piste, 40 km di area sciabile e 7 rifugi, anche la stazione sciistica di Campo Felice in Abruzzo, tra Lucoli, Rocca di Cambio e Rocca di Mezzo, in provincia dell'Aquila, è pronta ad aprire per la stagione invernale.
    "Abbiamo fatto i collaudi di tutte le seggiovie, abbiamo l'impianto di innevamento pronto, perfezionato con qualche cannone in più di ultima generazione. Dobbiamo solo aspettare il freddo. Non manca nulla, a parte il meglio: la neve", spiega Gennaro Di Stefano, direttore degli impianti di Campo Felice dal '92, e sindaco di Rocca di Cambio (L'Aquila) al suo terzo mandato.
    "Se domattina dovesse fare un metro di neve, dopodomani potremmo aprire. Se invece avessimo freddo secco -5/-6 gradi, in 4 giorni riusciremmo a realizzare almeno 2 piste", spiega Di Stefano.
    "Il plesso sciistico impegna circa 400 lavoratori fissi, tra operai, gestori dei locali, dei rifugi, maestri di sci". Oltre a tutto l'indotto che il bacino, insieme alla stazione sciistica di Ovindoli che dista circa 15 km, produce per le attività commerciali locali.
    "Anche d'estate la stazione di Campo Felice è aperta con una seggiovia quadriposto, che ha un rifugio in quota e uno alla base. Poi c'è la pista di bici, molto frequentata dai primi di luglio a metà settembre".
    "Gli impianti di Campo Felice esistono dal 1970 e non sono mai stati chiusi. C'è stata un'interruzione nel 1989/90 per mancanza di neve: non c'era ancora l'impianto di innevamento artificiale.
    La pandemia ci ha bloccato un anno ma abbiamo aperto un paio di impianti per dare la possibilità agli atleti di interesse nazionale di allenarsi".
    "Vorremmo, ma penso sia l'idea di chiunque gestisce i paesini dell'entroterra e di montagna, un po' più di attenzione in più da parte della politica per ridar vita a queste zone bellissime, piene di tradizione, che vivono di turismo, ma che pian piano si stanno spopolando", conclude Di Gennaro.
   

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