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Cassa dottori commercialisti: 'La riforma del sistema pensioni fu lungimirante' . Boeri: "Pochi nuovi lavoratori, rischi per previdenza"

Cassa dottori commercialisti: 'La riforma del sistema pensioni fu lungimirante' . Boeri: "Pochi nuovi lavoratori, rischi per previdenza"

SIRACUSA, 23 novembre 2023, 17:24

Redazione ANSA

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XI edizione del Previdenza in Tour organizzato dalla Cassa dottori commercialisti - RIPRODUZIONE RISERVATA

XI edizione del Previdenza in Tour organizzato dalla Cassa dottori commercialisti - RIPRODUZIONE RISERVATA
XI edizione del Previdenza in Tour organizzato dalla Cassa dottori commercialisti - RIPRODUZIONE RISERVATA

"Durante l'assemblea dei delegati abbiamo approvato il budget 2024 e la seconda revisione di budget del 2023. Una fotografia positiva, fiduciosa, con un patrimonio che è previsto a 11 miliardi 800 milioni, un numero di iscritti in crescita e un avanzo di amministrazione di 644 milioni per le previsioni relative al 2024. E' il frutto di scelte fatte nel passato". Lo ha detto Michele Pirotta, vicepresidente della Cassa dottori commercialisti oggi a Siracusa a margine del Previdenza in tour.

"L'attenzione all'etica, allo sviluppo sociale, all'economia reale è senz'altro una priorità. E non dico nulla di nuovo parlando di investimenti sostenibili e attenzione alla sostenibilità - ha continuato il vicepresidente Pirotta -.L'attenzione a quello che è un futuro equo, sostenibile e solidale è sicuramente uno delle missioni e dei valori che teniamo in maggiore considerazione. Vent'anni fa c'erano investimenti in immobili e in titoli di Stato, oggi ovviamente le classi di investimento che deve valutare una cassa di previdenza sono molte di più. Parliamo di infrastrutture, parliamo di investimenti in economia reale, parliamo di investimenti in quelli che sono le le forze attuali quindi parliamo dei Paesi in via di sviluppo, parliamo di un'attenzione all'Italia ma anche all'Internazionale".

I dottori commercialisti si sono ritrovati al Castello Maniace a Siracusa per fare il punto sui 20 anni di applicazione della riforma del sistema previdenziale che grazie al metodo contributivo ha creato una forte sostenibilità finanziaria. "Abbiamo preso in prestito la parola greca Kairos che significa il momento giusto, il momento in cui vent'anni fa chi ci ha preceduto si è posto il problema di interpretare quello che sarebbe stato il futuro del nostro sistema pensionistico - ha spiegato Stefano Distilli, presidente della Cassa dottori commercialisti -. Intercettando le dinamiche di un sistema che con le vecchie regole non sarebbe stato in grado di pagare le future pensioni. E' stata adottata una radicale riforma che ci ha portati dal regime retributivo al regime contributivo. E il sistema ha saputo rendersi sostenibile dal punto di vista finanziario e patrimoniale". "Abbiamo un patrimonio di 11 miliardi di euro - ha continuato il presidente Distilli - che sarà proprio quello che ci permetterà di far fronte all'invecchiamento della nostra platea, di tutti coloro che nei prossimi anni andranno in pensione. Questa solidità patrimoniale ci ha permesso anche di implementare la seconda missione della nostra cassa e di ogni ente previdenziale, quella assistenziale, creando un sistema di welfare che supporta i colleghi nelle fasi di difficoltà, ma soprattutto sempre più mirato a supportare i colleghi nell'avvio della professione, nello sviluppo della professione attraverso gli investimenti, ma soprattutto attraverso la formazione e l'acquisizione di nuove competenze". Nel corso dell'incontro moderato è intervenuto l'economista Tito Boeri che ha ricordato la "lungimiranza dei commercialisti. Celebriamo i 30 anni dalla privatizzazione e i 20 anni dalla riforma - ha detto -. Guardiamo a cosa potrà accadere tra 30 anni. Tre sfide cruciali: la demografia, il progresso tecnologico, il rapporto tra pubblico e privato". Alla tavola rotonda ha preso parte, anche il presidente del Centro studi e ricerche Alberto Brambilla e, in collegamento dal Portogallo, anche l'ex ministro Elsa Fornero.   

Boeri: "Pochi nuovi lavoratori, rischi per la previdenza"

"La criticità maggiore dei sistemi previdenziali a ripartizione non è la longevità della popolazione ma l'immissione di pochi lavoratori nel mercato. La principale differenza tra le Casse e il sistema previdenziale pubblico è proprio che non c'è condivisione del rischio". Lo ha detto l'economista Tito Boeri intervenuto a Siracusa alla tavola rotonda "Nuovi paradigmi a 20 anni dalla riforma del regime pensionistico" della Cassa dottori commercialisti. Boeri che ha ricordato la "lungimiranza dei commercialisti" ha guardato a cosa "potrà accadere tra 30 anni. Tre sfide cruciali: la demografia, il progresso tecnologico, il rapporto tra pubblico e privato".

Fornero: 'Demografia uno dei pilastri del sistema pensionistico'

 "Credo sia giusto partire da Onorato Castellino, che per primo aveva identificato il punto debole nel decreto di privatizzazione: la mancanza di suddivisione del rischio era il problema principale per un sistema pensionistico gestito a ripartizione. La demografia è uno dei pilastri che possono tenere su il sistema". Lo ha detto l'ex ministro Elsa Fornero, professoressa onoraria di economia all'università di Torino, in collegamento video dalla Spagna, oggi per il Previdenza in tour della Cassa dei dottori commercialisti che si è svolto a Siracusa. "La demografia è legata all'evoluzione della professione - ha aggiunto -, perché nei cicli lunghi dell'economia i lavori cambiano. Se non si fosse allungato il periodo di proiezione avrebbe portato a una insostenibilità del sistema" ha concluso.

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