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Lo stile di Adolfo Coppedè in mostra a Firenze

Lo stile di Adolfo Coppedè in mostra a Firenze

'Tradizione locale e respiro internazionale'a Archivio di Stato

FIRENZE, 23 settembre 2023, 14:54

Redazione ANSA

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Lo stile versatile dell'architetto Adolfo Coppedè (1871-1951), in mostra a Firenze: l'Archivio di Stato ospita fino al 12 gennaio 'Tradizione locale e respiro internazionale', esposizione che ufficializza l'acquisizione di un consistente nucleo documentario dell'archivio Coppedè, già depositato al l'Archivio fiorentino nel 1999 e acquistato dal Mibact nel 2020.
    Coppedè fu una delle figure di maggior rilievo nell'architettura civile italiana della prima metà del '900.
    Formatosi a Firenze principalmente nella bottega di intaglio paterna, raggiunse la fama come architetto nei primi anni Dieci, con i lavori per le sale del palazzo della Nuova Borsa di Genova; proseguì poi senza sosta e con alterne fortune la sua attività, sia in Italia sia all'estero, fino al 1937, quando si ritirò. La mostra documenta la vicenda professionale di Coppedè, a partire proprio dal lavoro nella bottega del padre Mariano, La Casa Artistica, che gli diede modo di formarsi nel solco della tradizione ebanistica fiorentina, ma anche di aprirsi al contesto internazionale, grazie ai progetti realizzati per importanti committenti esteri. Del progetto architettonico relativo alla decorazione delle sale del palazzo della Nuova Borsa di Genova si presentano per la prima volta i cartoni preparatori delle vetrate e del lucernario del salone: cinque disegni di grande formato oggetto di un recente restauro finanziato dall'Archivio di Stato di Firenze. In generale, la mostra rappresenta la versatilità stilistica di Adolfo e la sapiente disinvoltura con cui trascorse, ad esempio, dall'eclettismo, cifra dell'arte dei Coppedè, ai linguaggi più marcatamente liberty, alle forme del razionalismo di cui è esemplificativo l'imponente progetto (mai realizzato) per il Palazzo del Littorio a Roma. La versatilità dell'architetto si manifesta con evidenza nel suo lavoro a Firenze: la villa Pagani Nefetti a Bellosguardo, il Teatro-giardino Alhambra, che sorgeva nei pressi di piazza Beccaria; il Teatro Savoia, in seguito divenuto noto come cinema Odeon; una monumentale galleria nel centro storico di Firenze che gli costò una feroce stroncatura da parte di D'Annunzio e rimase irrealizzata.
   

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