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Droga, mafia e geopolitica, l'inconfessabile intreccio deviato

Droga, mafia e geopolitica, l'inconfessabile intreccio deviato

Bookcity, libro-inchiesta sul secondo livello del narcotraffico

MILANO, 18 novembre 2023, 11:23

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Per molti la droga è una piaga sociale, un esteso business illegale, al massimo una fonte di reddito della criminalità organizzata. I danni della droga, in fin dei conti, nell'immaginario collettivo più comune, riguardano i tossicodipendenti. Ora però un libro-inchiesta di Marco Birolini, cronista di Avvenire e Premio Vergani 2022, partendo da documenti desegretati, incontri con ex magistrati, agenti dei servizi di sicurezza e cablo internazionali, ne svela il retroscena inconfessabile: l'intreccio tra droga, mafia, armi e geopolitica.
    'Stato Canaglia - Droga, armi, operazioni clandestine: gli affari sporchi dei servizi segreti italiani e stranieri'' (Ponte alle Grazie) si concentra sul secondo livello, che si intreccia con molte altre realtà, anche istituzionali. Emergono così le storie "di una base nevralgica delle operazioni 'coperte' italiane e Cia, il 'Centro Scorpione', un crocevia per armi e droga a Trapani, le indagini meno note di Giovanni Falcone, i retroscena dei casi Rostagno e Alpi, le politiche pro talebani e narcos degli Usa".
    "In questo lavoro frutto di anni - spiega Birolini - ho provato a fare un po' di luce su avvenimenti rimasti nascosti nella penombra della storia italiana. La speranza è di aver portato un contributo allo stantio dibattito sul narcotraffico, troppo spesso declassato a mero fenomeno criminale. Per comprenderne a fondo il suo impatto sociale, invece, non si può più prescindere dalle sue implicazioni geopolitiche e macroeconomiche".
   

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