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Nel Lazio aumentano gli incidenti, 339 i morti sulla strada

Nel Lazio aumentano gli incidenti, 339 i morti sulla strada

Focus Istat '339 vittime, 1 su 5 è pedone. Male anche Roma'

ROMA, 13 novembre 2023, 17:35

Redazione ANSA

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Nel Lazio aumentano gli incidenti, 339 i morti sulla strada - RIPRODUZIONE RISERVATA

Nel Lazio aumentano gli incidenti, 339 i morti sulla strada - RIPRODUZIONE RISERVATA
Nel Lazio aumentano gli incidenti, 339 i morti sulla strada - RIPRODUZIONE RISERVATA

Nel 2022 si sono verificati nel Lazio 20.275 incidenti stradali, che hanno causato la morte di 339 persone e il ferimento di altre 26.802. Il 2022 è caratterizzato da una netta ripresa della mobilità e, come conseguenza, dell'incidentalità stradale. E' quanto si legge nel focus 2022 dell'Istat sugli incidenti nella regione della Capitale.
    Rispetto al 2021 aumentano gli incidenti (+15,9%), i feriti (+16,3%) e le vittime della strada (+17,7%), variazioni superiori a quelle registrate a livello nazionale, dove l'aumento di incidenti (+9,2%), di feriti (+9,2) e di vittime (+9,9%) risulta più contenuto.
    A Roma gli incidenti nel 2022 sono stati 16.369, con 226 morti e 20.996 feriti. Rispetto all'anno procedente i morti nella Capitale sono stati 44 in più; la variazione in percentuale nell'arco 2019-2022 è stata del 17,1%.
    Nel 2022 si riduce nel Lazio l'incidenza degli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani) periti in incidente stradale, attestandosi su un valore inferiore alla media Italia (42,5% contro 44,3%). Guardando invece agli utenti vulnerabili secondo il ruolo (conducenti/passeggeri di veicoli a due ruote e pedoni), il loro peso relativo si conferma superiore a quello nazionale (52,8% contro 49,3%). Sempre tra 2010 e 2022 l'incidenza di pedoni deceduti è aumentata nel Lazio da 16,9% a 20,6%, mentre nel resto del Paese l'aumento è stato da 15,1% a 15,4%.
    Il tasso di mortalità, in ogni caso, è più alto per la classe di età 65 e oltre (7,9 per 100mila abitanti) e per quella 15-29 anni (7,2 per 100mila). I conducenti dei veicoli coinvolti rappresentano il 67,3% delle vittime e il 69,2% dei feriti in incidenti stradali, le persone trasportate il 12,1% dei morti e il 20,2% dei feriti, i pedoni il 20,6% dei deceduti e il 10,7% dei feriti. Il 55,7% dei pedoni rimasti vittima di incidente stradale appartiene alla classe di età 65+ mentre il 59,7% dei pedoni feriti ha più di 44 anni. Il tasso di lesività standardizzato è pari a 953,7 per la classe di età 15-29 anni, a 630,1 per quella 30-44 anni.
   

La Pontina è la strada con più sinistri

 L'incidentalità sulle strade del Lazio rimane alta lungo la costa e nei Comuni capoluogo di provincia: è quanto emerge dal Focus 2022 dell'Istat sull'incidentalità stradale. Il report mette in evidenza le criticità della SS148 Pontina, lungo la quale si registra il maggior numero di incidenti (210 decessi e 325 feriti), e delle strade SS007 Appia, SS006 Casilina e SS001 Aurelia mentre gli incidenti più gravi si registrano sulla SS017 dell'Appennino Abruzzese ed Appulo-Sannitico, dove gli indici di mortalità e di gravità raggiungono rispettivamente 50 e 20.
Nel 2022 il maggior numero di incidenti (15.697, il 77,4%) si è verificato sulle strade urbane, provocando 189 morti (55,8% del totale) e 19.803 feriti (73,9%). L'incremento maggiore si verifica sulle autostrade e raccordi (+18,7%), seguite dalle strade urbane (+17,0%) e dalle altre strade (+10,3%). Gli incidenti più gravi avvengono sulle autostrade e raccordi e sulle strade extraurbane (3,3 decessi ogni 100 incidenti). Sulle strade urbane il 52,6% dei sinistri si verifica nei pressi di un rettilineo, percentuale che sale al 64,7% sulle strade extraurbane. In ambito urbano gli incidenti che avvengono nei pressi di un incrocio rappresentano il 20,9% del totale, seguono quelli che si verificano nei pressi di una intersezione (16,6%), di una curva (6,9%) e di una rotatoria (1,7%). Lungo le strade extraurbane il 17,3% degli incidenti si verifica nei pressi di una curva, il 7,3% di un incrocio e di un'intersezione e l'1,6% nei pressi di una rotatoria.
Tra gennaio e aprile si sono registrati nel Lazio 6.000 incidenti (29,6% del totale) mentre tra maggio e settembre, in coincidenza del periodo di maggiore mobilità per vacanze, se ne contano 8.904 (il 43,9% di quelli avvenuti durante l'anno), in cui hanno subito lesioni 11.830 persone (44,1%) e 133 sono decedute (39,2%).
Il 78,5% degli incidenti ha avuto luogo tra le 8 e le 21, ma l'indice di mortalità raggiunge i valori più elevati nelle fasce orarie tra le 23 e le 24 tra le 24 e l'una. Il venerdì e il sabato notte si concentrano il 43,7% degli incidenti notturni, il 46,0% delle vittime e il 47,0% dei feriti. 

Incidenti causati da precedenze, distrazione e fretta

 Il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità troppo elevata sono le prime tre cause di incidente nel Lazio: è quanto emerge dal Focus 2022 dell'Istat sull'incidentalità stradale nella regione.
I tre gruppi costituiscono complessivamente il 23,3% dei casi.
Considerando solo le strade extraurbane, la guida distratta incide da sola per il 23,1%, mentre il procedere senza mantenere la distanza di sicurezza per il 11,5% e l'elevata velocita per il 10,6%.
La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (72,7%); la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (6.000 casi, 71 vittime e 8.454 feriti), seguita dal tamponamento (4.027 casi, 33 decessi e 5.889 persone ferite). La tipologia più pericolosa è la fuoriuscita (4,5 decessi ogni 100 incidenti), seguono lo scontro frontale (3,9 decessi ogni 100 incidenti) e l'urto con ostacolo accidentale (3,8 decessi ogni 100 incidenti). Gli incidenti a veicoli isolati risultano più rischiosi, con una media di 3,1 morti ogni 100 incidenti, rispetto a quelli che vedono coinvolti più veicoli (1,1 decessi).
Nel 2022 il costo dell'incidentalità stradale con lesioni alle persone è stimato in 17,9 miliardi di euro per l'intero territorio nazionale (303,5 euro pro capite). Il Lazio incide sul totale nazionale per l'11,6%: oltre 2 miliardi di euro, 364 euro pro capite. 

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