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Tokyo celebra la danza verticale italiana ad Azabudai Hills

Tokyo celebra la danza verticale italiana ad Azabudai Hills

All'inaugurazione del grattacielo più alto del Giappone

TOKYO, 21 novembre 2023, 20:35

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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TOKYO - È italiana la compagnia di danza verticale chiamata ad esibirsi a Tokyo per gli spettacoli di inaugurazione di Azabudai Hills, il grattacielo più alto del Giappone - che domina il cuore della capitale con un'altezza di 330 metri, presentato ai media prima della sua apertura questa settimana. La compagnia di danza Il Posto - la prima del genere in Europa, fondata a Venezia nel 1994 dalla coreografa e direttrice artistica Wanda Moretti e dal musicista Marco Castelli, si è esibita con lo spettacolo LoveBar: una nuovissima creazione che ha debuttato al Teatro Goldoni di Venezia a fine settembre per l'evento di riapertura vincendo il progetto Goldoni 400.
    Il tour è iniziato in ottobre a Bruxelles per il Festival XL Parcours d'Artistes, per poi proseguire in Vietnam, a Ho Chi Minh, per l'azienda di stato PTSC, e in ultimo ad Hong Kong, sulle maestose vetrate del Regent, lo storico grattacielo sulla passeggiata Avenue des Artist affacciata sulla baia. "Attraverso la danza verticale immagino il legame con l'ambiente, a volte con un passato lontano, altre con un presente prepotente", racconta Wanda Moretti all'ANSA. "Noi siamo abituati a danzare sulla pietra, sui mattoni che raccontano storia e vissuti, qui a Tokyo viviamo in una architettura mai ferma dove la trasparenza del vetro e le specchiature dei materiali ci ripropongono immagini infinite, quasi senza tempo, dove a volte vediamo noi stessi in un flusso di contemporaneità che quasi ci scavalca".
    Nella capitale gli artisti veneti rimarranno fino al 26 novembre, e oltre a LoveBar, realizzato con la drammaturgia di Marco Gnaccolini, verrà rappresentato lo spettacolo Skyline.
    La Torre Azabudai Hills, completata la scorsa estate dalla Mori Building, supera di 30 metri il precedente detentore del titolo, l'Abeno Harukas di Osaka, ed è leggermente più corta della Torre di Tokyo, il grattacielo iconico della metropoli che si erge a 333 metri. "Sono affascinata nell'approfondire il rapporto con gli spazi, cancellare un pò le distanze, e innescare relazioni - aggiunge Moretti - la realtà trasmessa dal territorio si riflette nella pratica artistica e nel desiderio di armonizzare la vita che stiamo vivendo con i luoghi e le persone".
   

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