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Gianni Letta, riforma ridurrebbe i poteri presidente Repubblica

Gianni Letta, riforma ridurrebbe i poteri presidente Repubblica

Tajani prova a smussare: 'Le sue solo valutazioni teoriche'

FIRENZE, 30 novembre 2023, 21:00

di Giuseppe Tito

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

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L'iter del premierato entra nel vivo con le prime audizioni al Senato dall'inizio della prossima settimana. Un primo passaggio di una lunga traversata che dovrebbe far entrare in porto anche il progetto dell'Autonomia, sostenuto a spada tratta dalla Lega di Salvini. Una partita complessa, che ha visto fino ad ora la totale contrarietà di quasi tutte le opposizioni - salvo l'apertura di Italia Viva sulla riforma dei poteri del presidente del Consiglio - ma anche diversi distinguo tra gli alleati di centrodestra.

In questo quadro, l'intervento a sorpresa di Gianni Letta da Firenze. L'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio e storico braccio destro di Silvio Berlusconi attacca (o perlomeno dà questa impressione) il progetto della maggioranza: "La riforma costituzionale presentata dall'attuale governo fatalmente - dice - ridurrebbe i poteri del presidente della Repubblica, "perché la forza che ti deriva dalla investitura popolare è certamente maggiore di quella che deriva dal Parlamento: non sta scritto, ma è ovvio che poi nella dialettica chi è investito ha più forza".

Una botta che scuote prima di tutto Forza Italia, con Antonio Tajani che si affretta a precisare il senso dell'intervento di uno degli uomini più vicini al Cavaliere, per decenni. "Forza Italia sostiene convintamente la riforma sul premierato. Non vanno interpretate in direzione contraria alcune frasi di Gianni Letta. Mi ha confermato che le sue parole si riferivano a valutazioni teoriche e non a giudizi sulla riforma", precisa con decisione il ministro degli esteri e segretario di FI.

Ma Letta, intervenuto ad un evento dell'associazione Progetto Città di Firenze, non sembra lasciare adito a dubbi sulle sue idee al riguardo: "Secondo me la figura del presidente della Repubblica così com'è disegnata - spiega -, e l'interpretazione così come è stata data dai singoli presidenti nel rispetto della Costituzione, come tutti i costituzionalisti oggi riconoscono, sta bene così: non l'attenuerei, non la ridisegnerei, non toglierei nessuna delle prerogative così come attualmente sono state esercitate". Per l'ex sottosegretario, "oggi abbiamo un presidente felicemente regnante nel suo secondo mandato, che esercita in maniera splendida, perché ha fatto tanto bene a questo Paese".

L'ex sottosegretario dilata il ragionamento al concetto del senso dello Stato: "Prima c'era Il rispetto delle istituzioni, se non il culto; oggi si va perdendo il senso dello Stato, il rispetto che si deve alle istituzioni, e il valore che da quel rispetto può derivare al governo di una comunità, cioè la società italiana".

La politica di oggi, continua, "a mio giudizio si è adeguata ai tempi: come c'è un degradare in tanti settori della vita associata, così anche nella politica. Quando entravi alla Camera o al Senato 30 anni fa, avevi la sensazione anche fisica, visiva, palpabile, di entrare in un luogo pubblico che non è un ministero o un altro ufficio pubblico: avevi la sensazione di entrare nel luogo più solenne per uno Stato democratico. Tutto era organizzato e ordinato, e i comportamenti delle persone erano adeguati alla solennità del luogo. Oggi, almeno io, provo con rammarico questa sensazione, è come entrare in un normale ufficio pubblico". 

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